ROMA, 6 Luglio 2009 ¬ Italiani e immigrati insieme per dare una risposta concreta al pacchetto sicurezza e per far avere ai migranti una voce in capitolo sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Nasce con questi obiettivi a Roma il circolo “No borders”, all’interno del Partito democratico per la regione Lazio. “Il circolo – spiega Amedeo Piva, presidente per la regione dell’associazione 360 e tra i promotori del progetto – nasce per elaborare concrete proposte politiche in risposta a questa legge manifesto contro i migranti così pesante e sbagliata nei confronti dell’immigrazione. Si tratta di una finzione di sicurezza, una legge che consolida le paure”. Il circolo conta già 150 iscritti tra italiani, rumeni, peruviani, indiani ed ecuadoriani e vuole essere un luogo di discussione al di là dei luoghi comuni portando all’attenzione dell’opinione pubblica e politica il sovrapporsi dei temi della globalizzazione e del sud del mondo, con quelli delle migrazioni e dell’integrazione. “Non è un circolo di immigrati o sull’immigrazione – ha spiegato Piva ¬, ma è un circolo fatto da italiani e immigrati per aver insieme un progetto politico per l’Italia”.
Obiettivo primario a breve termine quello di sostenere la richiesta del voto amministrativo per gli immigrati. “L’Italia – afferma Sibi Mani Kumaramangalam, indiano del Kerala ora anche cittadino italiano e coordinatore del circolo ¬non ha ancora ratificato parte della convenzione di Strasburgo che prevede il diritto di voto amministrativo”. Sulla necessità del voto anche Piva, secondo cui “la forza dei cittadini viene riconosciuta nel momento in cui diventano soggetto elettorale, quando saranno anche loro un numero che conta”. Tra gli altri temi in agenda, per il neo¬costituito circolo, anche quello della sicurezza sociale, visto con gli occhi di chi in genere non viene mai interpellato sulla questione. “Quando si parla di immigrazione – afferma Kumaramangalam – lo si collega sempre alla sicurezza, ma su questo tema non c’è mai una parola che viene dalla parte degli immigrati. Intervengono sempre gli italiani, mentre manca una voce autorevole dalla parte degli immigrati”. La possibilità di avere voce in capitolo, spiega il coordinatore del progetto, non manca solo nel dibattito culturale, ma anche in quei percorsi legislativi che riguardano gli immigrati. “Per rinnovare il permesso di soggiorno attualmente paghiamo 70 euro – spiega Kumaramangalam ¬. D’ora in poi una famiglia di quattro persone praticamente dovrà pagare 800 euro, cioè lo stipendio di una persona. Non abbiamo voce in capitolo, siamo proprio la parte debole della catena”. Solidarietà e certezza del diritto, spiegano i promotori dell’iniziativa, “sono due facce della stessa medaglia. Siamo convinti, infatti, che il riconoscimento di uguali diritti e doveri agli immigrati debba essere funzionale tanto alla definizione di una cornice di legalità, quanto alla loro piena integrazione nella società ospitante”, perché oggi, si legge nel manifesto del circolo, i problemi dell’immigrazione “non si fermano alle frontiere e non saranno le frontiere a risolverli”. (Da un articolo di GA – Redattore Sociale)


Roma, 6 lug. 09- Italiani e immigrati insieme per dare una risposta concreta al pacchetto sicurezza e per far avere ai migranti una voce in capitolo sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Nasce con questi obiettivi a Roma il circolo “No borders”, all’interno del Partito democratico per la regione Lazio.